La città del cinema

24/03/15



QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO.

Il film “qualcuno volò sul nido del cuculo” (1974), tratto dal romanzo di  Kesey,  è ambientato in un ospedale psichiatrico i cui pazienti, vengono tenuti sotto una rigida disciplina dagli operatori della struttura e dai metodi di cura allora utilizzati dalla scienza medica.

I personaggi principali sono il Grande Capo indiano Chief Bromden, l’io narrante, Miss Ratched, infermiera dura e maligna nonché esecutrice spietata delle direttive dell’amministrazione, e McMurphy, giocatore d’azzardo dal temperamento rissoso e istrionico, sopravvissuto a un’esistenza caotica e violenta. La rivolta dei pazienti, condotta da McMurphy, è un crescendo di episodi memorabili. 

Nel film viene descritta la dignità umana dei malati, il loro diritto a vivere emozioni che non sono intrinsecamente diverse da quelle degli individui giudicati sani, bensì seguono percorsi esistenziali differenti.

La malattia mentale è sì un sentiero alternativo concesso alla fantasia e da essa alimentato, ma anche dolore, esclusione; il film non fornisce un’immagine addolcita della patologia psichica, non la tratta come una condizione che in quanto oggetto di pregiudizio sociale deve essere riconsiderata attraverso una sterile lotta ideologica, bensì la avvicina alle passioni e ai tormenti, agli slanci dignitosi, insieme disperati che le più comuni esistenze conosciute sperimentano senza essere classificate dalla scienza medica.
 
" Un film commovente di  struggente bellezza, e soprattutto un tagliente, cinicamente feroce allegoria su di una società all'interno della quale, ad un certo punto, non si riesce piu' a distinguere il malato di mente da quello sano. "


Vedi qui il film completo.



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