La città del cinema: marzo 2015

24/03/15



QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO.

Il film “qualcuno volò sul nido del cuculo” (1974), tratto dal romanzo di  Kesey,  è ambientato in un ospedale psichiatrico i cui pazienti, vengono tenuti sotto una rigida disciplina dagli operatori della struttura e dai metodi di cura allora utilizzati dalla scienza medica.

I personaggi principali sono il Grande Capo indiano Chief Bromden, l’io narrante, Miss Ratched, infermiera dura e maligna nonché esecutrice spietata delle direttive dell’amministrazione, e McMurphy, giocatore d’azzardo dal temperamento rissoso e istrionico, sopravvissuto a un’esistenza caotica e violenta. La rivolta dei pazienti, condotta da McMurphy, è un crescendo di episodi memorabili. 

Nel film viene descritta la dignità umana dei malati, il loro diritto a vivere emozioni che non sono intrinsecamente diverse da quelle degli individui giudicati sani, bensì seguono percorsi esistenziali differenti.

La malattia mentale è sì un sentiero alternativo concesso alla fantasia e da essa alimentato, ma anche dolore, esclusione; il film non fornisce un’immagine addolcita della patologia psichica, non la tratta come una condizione che in quanto oggetto di pregiudizio sociale deve essere riconsiderata attraverso una sterile lotta ideologica, bensì la avvicina alle passioni e ai tormenti, agli slanci dignitosi, insieme disperati che le più comuni esistenze conosciute sperimentano senza essere classificate dalla scienza medica.
 
" Un film commovente di  struggente bellezza, e soprattutto un tagliente, cinicamente feroce allegoria su di una società all'interno della quale, ad un certo punto, non si riesce piu' a distinguere il malato di mente da quello sano. "


Vedi qui il film completo.



17/03/15

L'arrivo di un treno alla stazione di Ciociat





« In L'arrivée d'un train la locomotiva giunge dal fondo dello schermo, avanza sugli spettatori e li fa sussultare dando loro la sensazione che stia per schiacciarli. Essi identificano quindi la loro visione con quella della macchina da presa: ecco che la macchina da presa diventa per la prima volta un personaggio del dramma. Per questo film Louis Lumière aveva utilizzato tutte le risorse di un obiettivo a grandissima profondità di campo.

Non è la macchina che si sposta ma sono gli oggetti e i personaggi che si avvicinano o si allontanano costantemente da essa. Questo continuo spostamento del punto di vista permette di ricavare dal film tutta una serie di immagini differenti come i piani successivi di un montaggio moderno. »

I fratelli Lumière furono gli inventori del proiettore cinematografico e tra i primi registi e produttori della storia.
Con il cinematografo dei Fratelli Lumière del 1895 si può iniziare a parlare di cinema vero e proprio, composto da uno spettacolo di proiezione di fotografie  scattate in rapida successione, in maniera da dare l'illusione di movimento agli spettatori.