QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO.
Il
film “qualcuno volò sul nido del cuculo” (1974), tratto dal romanzo di Kesey, è ambientato in un ospedale psichiatrico i cui
pazienti, vengono tenuti sotto una rigida disciplina dagli operatori della
struttura e dai metodi di cura allora utilizzati dalla scienza medica.
I personaggi principali sono il Grande Capo
indiano Chief Bromden, l’io narrante, Miss Ratched, infermiera dura e maligna
nonché esecutrice spietata delle direttive dell’amministrazione, e McMurphy,
giocatore d’azzardo dal temperamento rissoso e istrionico, sopravvissuto a
un’esistenza caotica e violenta. La rivolta dei pazienti, condotta da McMurphy, è
un crescendo di episodi memorabili.
Nel film viene descritta la dignità umana dei
malati, il loro diritto a vivere emozioni che non sono intrinsecamente diverse
da quelle degli individui giudicati sani, bensì seguono percorsi esistenziali
differenti.
La
malattia mentale è sì un sentiero alternativo concesso alla fantasia e da essa
alimentato, ma anche dolore, esclusione; il film non fornisce un’immagine addolcita
della patologia psichica, non la tratta come una condizione che in quanto
oggetto di pregiudizio sociale deve essere riconsiderata attraverso una sterile
lotta ideologica, bensì la avvicina alle passioni e ai tormenti, agli slanci
dignitosi, insieme disperati che le più comuni esistenze conosciute
sperimentano senza essere classificate dalla scienza medica.
" Un film commovente di struggente bellezza, e soprattutto un
tagliente, cinicamente feroce allegoria su di una società all'interno della
quale, ad un certo punto, non si riesce piu' a distinguere il malato di mente
da quello sano. "
Vedi qui il film completo.